In questa primavera che tarda ad arrivare, io e Nicola ci concediamo il lusso di partire per le Dolomiti armati di picche e ramponi. Di solito in questa stagione, si rinizia a scalare su roccia, tra le falesie del camaiorese e qualche via sportiva in Apuane, ma dato il persistere del freddo e del brutto tempo decidiamo come al solito nella soluzione "tutto in giornata". Solita partenza ad orari improbabili e via verso Cortina, con meta la bella e selvaggia val Travenanzes, dove ero stato con Leo e Mark ben sei anni fa ormai. Optiamo per l'avvicinamento con sci, data la molta neve lungo l'avvicinamento. Data la mia condizione fisica pessima (le soste di un mese in Africa tra i Bantù si pagano care poi...), l'avvicinamento è un'agonia, i dolori si propagano ovunque nel corpo e il pesante zaino certo non aiuta. Comunque in poco meno di 2 ore siamo all'imbocco della splendida valle, dove sulla destra orografica si ergono fiere tutte le splendide colate di un ghiaccio tendente all'azzurro, il tempo è bello e non fa freddo, insomma una condizione perfetta. Battiamo traccia sull'ultimo pendio sottostante il settore di Super Mario in direzione della famigerata "Pilone Centrale". Breve sosta per cambio scarponi e mangimi vari e si parte. Parto io per il primo tiro, ma subito dopo pochi metri sento tirare sempre di più il mio bicipite stirato la settimana scorsa in palestra...eccoci lo sapevo mi dico, disarrampico e chiedo venia a Nicola, il quale riparte subito. L'arrampicata si presenta subito non facile e laboriosa, vedo Nicola pulire molto la cascata a causa della fragilità del ghiaccio. Alla fine del lungo primo tiro, ben 60 m, parto anche io e piano piano mi scaldo anche se il bicipite mi tira un pò cerco di non forzare troppo.
Giunti al cospetto del secondo tiro, Nicola non si tira certo indietro e parte ancora lui, grande! Lo vedo tribolare molto, si vede chiaramente che non è un'arrampicata piacevole all'inizio, il ghiaccio si frantuma tutto ad ogni minima battuta, ma alla fine il prode Tosto arriva in sosta e mi recupera, mitico!
Parto anche io e come mi ritrovo sul pilone vero e proprio mi rendo conto della fragilità del ghiaccio lavorato e della bravura e mestiere a cui ha attinto Nicola. Infatti ad un certo punto le fragili colonnette di ghiaccio in cui avevo i piedi crollano improvvisamente, lasciandomi appeso come un salame alle sole picche, situazione assolutamente da non sperimentare da primo, ma abbastanza gestibile nella mia condizione di "parancato". Intanto è iniziato a nevicare copiosamente e l'ora si è fattta tarda, parto io per il terzo tiro, dove il ghiaccio si presenta bello marcio e cotto dalla tanta neve depositatasi sopra. Superata la cascata e il pendio bello lungo soprastante mi avvio verso l'ultimo tiro, ma data l'ora tarda decidiamo di scendere. Prima calata su abalakov, poi le ultime due già attrezzate. Rientro infinito e agonizzante (per me e la mia condizione psico-fisica di Bantù), ma giornata stupenda. Non è da tutti gli anni, almeno per noi Toscani, scalare su cascate di ghiaccio a primavera!
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| Inizia l'avvicinamento |
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| Nicola conduce |
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| val Travenanzes |
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| La val Travenanzes in tutto il suo splendore |
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| Le belle colate della valle |
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| Nicola batte traccia verso il Pilone centrale |
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| Cordata sulla classica "Sogno Canadese" |
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| Nicola verso il Pilone |
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| Pilone centrale, Nicola impegnato su L1 |
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| Nicola parte su L1, dopo il mio forfait |
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| in sosta |
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| Nicola sulla lunghezza chiave, grande prova di determinazione! |
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| in sosta in discesa, sotto una copiosa nevicata |
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| Discesa in condizioni pessime |
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| il sottoscritto esce da L1 (foto di Nicola Andreini) |
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| Ultima doppia (foto di Nicola Andreini) |
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| Seconda doppia (foto di Nicola Andreini) |
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| Uscita dalla lunghezza chiave (foto di Nicola Andreini) |
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| quasi al crepuscolo verso la macchina (foto di Nicola Andreini) |
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| finalmente alla base della cascata (foto di Nicola Andreini) |
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| Nicola sull'ultima doppia |