venerdì 29 marzo 2013

Pilone Centrale, Val Travenanzes

In questa primavera che tarda ad arrivare, io e Nicola ci concediamo il lusso di partire per le Dolomiti armati di picche e ramponi. Di solito in questa stagione, si rinizia a scalare su roccia, tra le falesie del camaiorese e qualche via sportiva in Apuane, ma dato il persistere del freddo e del brutto tempo decidiamo come al solito nella soluzione "tutto in giornata". Solita partenza ad orari improbabili e via verso Cortina, con meta la bella e selvaggia val Travenanzes, dove ero stato con Leo e Mark ben sei anni fa ormai. Optiamo per l'avvicinamento con sci, data la molta neve lungo l'avvicinamento. Data la mia condizione fisica pessima (le soste di un mese in Africa tra i Bantù si pagano care poi...), l'avvicinamento è un'agonia, i dolori si propagano ovunque nel corpo e il pesante zaino certo non aiuta. Comunque in poco meno di 2 ore siamo all'imbocco della splendida valle, dove sulla destra orografica si ergono fiere tutte le splendide colate di un ghiaccio tendente all'azzurro, il tempo è bello e non fa freddo, insomma una condizione perfetta. Battiamo traccia sull'ultimo pendio sottostante il settore di Super Mario in direzione della famigerata "Pilone Centrale". Breve sosta per cambio scarponi e mangimi vari  e si parte. Parto io per il primo tiro, ma subito dopo pochi metri sento tirare sempre di più il mio bicipite stirato la settimana scorsa in palestra...eccoci lo sapevo mi dico, disarrampico e chiedo venia a Nicola, il quale riparte subito. L'arrampicata si presenta subito non facile e laboriosa, vedo Nicola pulire molto la cascata a causa della fragilità del ghiaccio. Alla fine del lungo primo tiro, ben 60 m, parto anche io e piano piano mi scaldo anche se il bicipite mi tira un pò cerco di non forzare troppo.
Giunti al cospetto del secondo tiro, Nicola non si tira certo indietro e parte ancora lui, grande! Lo vedo tribolare molto, si vede chiaramente che non è un'arrampicata piacevole all'inizio, il ghiaccio si frantuma tutto ad ogni minima battuta, ma alla fine il prode Tosto arriva in sosta e mi recupera, mitico!
Parto anche io e come mi ritrovo sul pilone vero e proprio mi rendo conto della fragilità del ghiaccio lavorato e della bravura e mestiere a cui ha attinto Nicola. Infatti ad un certo punto le fragili colonnette di ghiaccio in cui avevo i piedi crollano improvvisamente, lasciandomi appeso come un salame alle sole picche, situazione assolutamente da non sperimentare da primo, ma abbastanza gestibile nella mia condizione di "parancato". Intanto è iniziato a nevicare copiosamente e l'ora si è fattta tarda, parto io per il terzo tiro, dove il ghiaccio si presenta bello marcio e cotto dalla tanta neve depositatasi sopra. Superata la cascata e il pendio bello lungo soprastante mi avvio verso l'ultimo tiro, ma data l'ora tarda decidiamo di scendere. Prima calata su abalakov, poi le ultime due già attrezzate. Rientro infinito e agonizzante (per me e la mia condizione psico-fisica di Bantù), ma giornata stupenda. Non è da tutti gli anni, almeno per noi Toscani, scalare su cascate di ghiaccio a primavera!

Inizia l'avvicinamento
Nicola conduce
val Travenanzes
La val Travenanzes in tutto il suo splendore
Le belle colate della valle
Nicola batte traccia verso il Pilone centrale
Cordata sulla classica "Sogno Canadese"
Nicola verso il Pilone
Pilone centrale, Nicola impegnato su L1
Nicola parte su L1, dopo il mio forfait
in sosta
Nicola sulla lunghezza chiave, grande prova di determinazione!
in sosta in discesa, sotto una copiosa nevicata
Discesa in condizioni pessime
il sottoscritto esce da L1 (foto di Nicola Andreini)

Ultima doppia (foto di Nicola Andreini)

Seconda doppia (foto di Nicola Andreini)

Uscita dalla lunghezza chiave (foto di Nicola Andreini)

quasi al crepuscolo verso la macchina (foto di Nicola Andreini)

finalmente alla base della cascata (foto di Nicola Andreini)
Nicola sull'ultima doppia

mercoledì 27 febbraio 2013

Sci e ghiaccio dolomitico

Eccoci qui, di nuovo, per la terza volta in pochi mesi, in Uganda, stavolta a sud del Nilo Vittoria. Per la prima volta al di fuori del bellissimo parco nazionale delle cascate Murchison, dove invece degli splendidi animali, ci si imbatte in villaggi rurali con capanne di fango, dove le persone fanno la fila con le taniche per prendere l'acqua ed i bambini per passare il tempo giocano con le galline o le capre, mentre noi siamo qui per sfruttare le materie prime, bello schifo...

Sulla strada per il pozzo petrolifero, questo accade per prendere l'acqua...
Ma questo dovrebbe essere un blog per parlare di montagna, dunque vorrei raccontare la bella settimana passata in Dolomiti a Corvara tra sci in pista, fuoripista, cascate di ghiaccio e un goffo tentativo di praticare il telemark.

Si comincia con il fuoripista più famoso del Sella, ovvero la val Mesdì, che di fuoripista ha poco soprattutto nel canale di accesso ben tracciato dalle miriadi di sciatori. Bellissima gita che non avevo mai fatto, ci sono degli scenari maestosi e mozzafiato, assolutamente da non perdere!

Gran Vernel, parete N, sull'avancorpo si nota una goulotte  che solca la parete, molto carina salita un paio d'anni fa...
Verso la val Mesdì
Cassiopeo in lontananza
Canale di accesso per la val Lasties
Canale di accesso della Val Mesdì, Anna e Claudio in lontananza
Guglie dolomitiche

La simpatica cascata "Lujanta" davanti alle piste da sci di Colfosco
"Lujanta", Marcello su L1

lunedì 28 gennaio 2013

Sogno di uno gnomo, Valnontey






Eccoci di nuovo in Valnontey, pronti a macinare Km come se nulla fosse...Stavolta siamo in tre, io Nicola e Leo bergfuhrer, partenza come sempre "comoda" alle 03:00 da Pistoia per prendere Nicola e via verso la meta.
Indecisi fino all'ultimo se fare "Sogno di uno gnomo" o "Dio li fa e poi li accoppia", il dubbio viene sciolto subito arrivati all'attacco, sulla nuova via di Enrico Bonino e soci c'è già una cordata, quindi optiamo per lo gnomo.

"DIo li fa..." L1


L'effimera linea di Sogno di uno gnomo, aperta nel 1993 da Graffi-Mantovani. Il mitico libro di Grassi-Cambiolo, "Diamanti di cristallo", così recita: 'Qui l'effimero è di casa, bisogna fare i conti con ghiaccio sottile e inconsistente. Sicuramente questa cascata è una delle più complete delle zona'. Come non essere d'accordo, assolutamente una salita da non perdere!


Superato abbastanza agilmente il primo tiro, ci troviamo davanti alla splendida seconda lunghezza, dove Leo-Bergfuhrer del Chianti, da vero fuoriclasse qual è, supera con maestria e tecnica.

Leo sul misto di L2
La salita ha chiaramente risentito delle numerose ripetizioni, pertanto adesso si presenta molto più secca e dunque rocciosa. Le possibilità di proteggersi adeguatamente sul secondo tiro sono scarse, ci sono comunque dei chiodi che se non altro hanno una funzione psicologica.

La salita è un crescendo di bellezza, di tiro in tiro, a mio parere quello che mi ha entusiasmato di più è stato il quarto. Non abbiamo proseguito oltre L4, ci siamo sentiti appagati così e più che altro la situazione sembrava molto secca oltre. Dato che era avanzato un pò di tempo, ci siamo diretti verso "Di fronte al tradimento". Ma la stanchezza si paga, e molto spesso supera la smania di voler fare qualsiasi cosa, soprattutto con questi viaggi-odissea tutto in un giorno...dopo aver superato il primo tiro, causa mia dèfaillance ignobile, desistiamo e ritorniamo alla macchina...sarà per la prossima volta.

qualche foto:


Nicola nella parte iniziale del primo tiro


verso la fine del secondo tiro, poco prima di un "simpatico" passo di aderenza su placchetta (foto di Nicola Andreini)

Leo sull'atletico tettino di L3
Leo sulla parte finale di L4, moooolto delicato e tecnico
Nicola, io e Leo in sosta sullo gnomo

venerdì 18 gennaio 2013

Erfaulet, Valnontey Cogne

Partenza come sempre allucinante da casa ad orari improponibili per andare a Cogne in giornata, mi ritrovo con Nicola a Pistoia alla simpatica ora delle 03:00 e via verso la Valnontey. Obiettivo era tentare la linea "sogno di uno gnomo", ma due cordate ci avevano già preceduto, dunque, optiamo per la bella e famosa classica "Erfaulet" posta a poche centinaia di metri dallo gnomo.
Il Primo tiro divertente e ben gradinato porta a dei risalti che conducono sotto all'imponente e maestoso muro centrale che ben si vede dal sentiero. La prima parte si presenta molto lavorata con ghiaccio a cavolfiori che ben si presta ad ottimi agganci e buoni riposi per le gambe. Dalla seconda metà la musica cambia: il ghiaccio diventa marmoreo, gli agganci sono scomparsi e i cavolfiori esplodono ad ogni battuta delle picche. Come se non bastasse la doccia è assicurata e la chiodatura non si presenta per niente facile. Inoltre nella parte superiore la cascata è bucata e le viti non danno certo affidamento!
Comunque una cascata molto bella da non perdere per chi non l'avesse già fatta, una super classica di Cogne firmata dal mitico Giancarlo Grassi nel 1985!

Temperatura al parcheggio della Valnontey...
Valnontey
"Di fronte al tradimento"
"L'ago di Money" e "Repentance Super"
Nicola impegnato su L1
L'estetica colata centrale
Nicola parte sul muro centrale
Il sottoscritto sulla seconda parte del muro centrale (foto di Nicola Andreini)
Alla base della cascata